lunedì 29 aprile 2013

Tachicardia

E' l'aumento della frequenza dei battiti cardiaci (oltre i 70-80 al minuto).

Può verificarsi in numerose condizioni fisiologiche, sotto sforzo, emozioni, durante la digestione, quando ci si alza bruscamente dal letto.
Nel subacqueo prima dell'immersione si avrà una tachicardia transitoria dovuta alla ventilazione più marcata, se è stata effettuata l'iperventilazione, mentre quella successiva all'imemrsione è una tachicardia compensatoria, la cui intensità dipende dal tempo d'immersione.

La frequenza cardiaca è maggiormente influenzata durante un immersione in apnea:
l'età, i soggetti più giovani  hanno una brachicardia maggiormente elevata (vagotonici) mentre i soggetti meno giovani lo sono meno (simpaticotonici);
la frequenza e l'intensità dell'allenamento, nella subacqua come in altri sport, permette una brachicardia più intensa;
lo sforzo fisico provoca tachicardia;
la temperatura dell'acqua fredda, provoca vasocostrizione periferica e conseguente tachicardia;
particolari condizioni ambientali e stati patologici, possono creare apprensione o emozioni possono dare tachicardia.

Brachicardia

Per definizione è la riduzione della frequenza dei battiti cardiaci (45-50 al minuto).
Alcune persone sin dalla nascita e per tutta la vita presentano una brachicardia fisiologica costituzionale, difficilmente influenzabile dalle emozioni o da fattori esterni.

A seguito dell'allenamento fisico intenso e prolungato, si verificano degli adattamenti cardiocircolatori (cuore d'atleta).
La brachicardia acquisita è anche quella del subacqueo in immersione, che provoca una vasocostrizione periferica (riflesso d'immersione).
La brachicardia inizia nei primi secondi per giungere alla massima intensità a partire dai 20 secondi di immersione e termina alla ripresa della ventilazione normale in emersione con un aumento della frequenza cardiaca.

Durante la permanenza sul fondo la brachicardia permane e presenta un'intensità indipendente dalal profondità raggiunta.

Accessori per il nuoto

Per nuotare è indispensabile avere un costume ed una cuffia per capelli (sono obbligatorie per poter accedere in acqua), a seconda delle persone potremmo utilizzare degli occhialini.
Inoltre esistono in commercio alcuni accessori che possono tornarci utili a seconda del tipo di allenamento e del grado di preparazione;
palette per le mani servono per poteziare la forza muscolare delle braccia, anche se in piscina sono sconsigliabili quelle in plastica rigida, ma sono da preferire i guanti palmati;
pull buoy, per sostenere le gambe ed esercitare esclusivamentele braccia;
tavoletta viene utilizzata per sostenere il galleggiamento delle braccia in modo da utilizzare solo le gambe;
pinnette per il nuoto in piscina si usano solo quelle di piccole dimensione, servono ad incrementare la velocità ed il movimento dele gambe, stimolano soprattutto i quadricipiti ed i femorali a beneficio del complessivo allenamento cardiovascolare
pinnette e palette vanno utilizzate con attenzione (in vasca potremmo involontariamente toccare altre persone.

domenica 28 aprile 2013

Cosa ci spinge a praticare l'apnea

Sono delle motivazioni inconsce, uscire dalla vita usuale, ricercare delle emozioni nuove, cercare delle emozioni nuove, nel profondo azzurro.
E' il desiderio di essere un esploratore, un ricercatore dell'ignoto.
Per poter affrontare delle immersioni in  apnea, bisogna ricercare un compagno e come regola base, uno si immerge  el'altro dall'alto lo controlla dalla superfice, pronto ad intervenire in caso di difficoltà.
Per prevenire qualsiasi tipo di incidente, la coppia di apneisti deve essere omogenea come livello di esperienza, e quindi non superare il livello di profondità massimo che può raggiungere "il meno bravo dei due" .
Naturalmente dobbiamo avvicinarci all'apnea per la ricerce del benessere interiore.

Alimentazione nel nuoto

Ogni atleta anche in basa alla sua esperiena dovà trovare un giusto equilibrio, tra l'apporto alimentare e l'esercizio fisico. Per allenarsi in piscina bisogna equilibrare due esigenze, assicurare all'organismo l'energia utile attraverso l'apporto di carboidrati complessi, ed evitare che i processi digestivi siano ancora in corso durante l'allenamento, per evitare il pericolo di congestioni.
Se si vuole nuotare in mare, bisogna ricordare la vecchia e mai dimenticata regola di non immergersi prime di tre ore dalla fine del pasto, evitando cibi elaborati, grassi o alcolici, ma preferendo frutta verdura e carboidrati.
Durante una giornata al mare è preferibile mangiare poco e spesso, bere molta acqua anche se non si hà sete, facendo attenzione a dei campanelli d'allarme quali brividi di freddo, disorientamento, dolori allo stomaco, crampi, in questi casi è meglio uscire subito dall'acqua.
Spesso non ce ne accorgiamo ma quando nuotiamo, si suda e si perdono dei liquidi, alcuni atleti sono soliti reintragare i sali minerali persi con delle bevande, soprattuttose vengono svolti dei carichi di lavoro impegnativi.

Proviamo ora ad illustrare alcune tabelle per gli allenamenti:

Se si nuota nel tardo pomeriggio,  un pasto impiega 3-4 ore per essere digerito, perciò se si mangia alle 13 e si và in piscina verso le 18, avremmo completato la digestione da 1 - 2 ore, ora affrontare un impegno fisico prolungato, può causarci un calo di zuccheri eccessivo, affaticandoci, alchè è opportuno fare una piccola merenda 1/2 ora prima dell'allenamento, naturalmente sarà opportuno ingerire alimenti leggeri ma nutrienti, frutta disidratata, un thè o una spremuta, , barrette multicereali, oppure 2 o 3 fette biscottate con del miele.

Se si nuota in pausa pranzo, se si salta il pasto di mezzogiorno, bisogna riorganizzare la giornata con una colazione abbondante e ricca, latte, yogurt, pane, miele, frutta, e poi fare uno spuntino sostanzioso a metà mattina, craker 50 grammi di  bresaola, formaggi freschi (più digeribili)  e poi al rientro in ufficio frutta fresca e bevande.

Se si nuota dopo cena, bisogna cercare di equilibrare l'assunzione di cibo con una giusta distanza con l'inizio dell'allenamento, non bisogna rimandare tutta la cena al rientro dall'allenamento perchè la digestione sarebbe difficile e si dormirebbe peggio, ne si può concentrare tutta la cena due ore prima dell'allenamento, perchè la digestione coinciderebbe con il momento di maggior sforzo dell'allenamento. Allora dividiamo la cena con due piccoli pasti, uno prima (ad esempio una porzione di pasta o di riso) e l'altro al termine dell'allenamento (prosciutto cotto, formaggio, verdura, eventualmente del latte).

Dopo l'allenamento in vasca. Stato di benessere.

Dopo aver finito le serie in acqua, il nostro corpo non smette di lavorare,  cominceremo a sentire i benefici del nuoto, le endorfine che si liberano creandoci uno stato di benessere, la circolazione sanguigna che che con maggiore facilità raggiungerà la periferia del nostro organismo.
Questo stato di benessere continua per qualche ora anche in funzione del carico di allenamneto al quale ci siamo sottoposti.
Di solito è necessario un periodo di riposo dopo un allenamento, e per facilitare il recupero sarà necessario tenere d'occhio l'alimentazione, consumando carboidrati e proteine.
Noi consigliamo alcuni alimenti tra i quali, miele, pane bianco, patate, cereali, craker, uva, banane (sono ricche di potassio e prevengono i crampi), riso.
E' preferibile assumere uno spuntino poco dopo l'allenamento per favorire il recupero muscolare.
SI può comunque assumere una bevanda per sportivi, per reintegrare i liquidi che avremmo perso con la sudorazione.

sabato 27 aprile 2013

Benefici del nuoto

Avvicinarsi all'apnea significa soprattutto amore per l'acqua e per il mare, ma bisogna prima avere una buona dimestichezza con il nuoto, che ci permetterà di sviluppare una buona coordnazione sul  piano muscolare e delle motivazioni sul piano mentale.
Talvolta si sente dire che si nuota con la mente, ed in parte è vero perchè la coordinazione che richiede il nuoto scaturisce dalla volontà e dall'applicazione.
Ora durante il nuoto potremmo sviluppare la parte muscolare, i polmoni  e la mente.
Bisogna dire che il nuoto tonifica la muscolatura rallentando l'invecchiamento muscolare e favorisce la preservazione delle capacità motorie e fisiologiche, previene alcune malattie quali la "osteoporosi",

Vincere la paura

Talvolta quando si parla di "paura dellacqua", si pensa a delle fobie infantili, anche se i bambini sono porati a stare in acqua e possiedono capacità di apprendimento. Un pò diverso è se si inizia a nuotare da adulti, ne subentra un acerta diffidenza verso l'acqua, come la paura di affogare e di non riuscire a respirare.
L'unico consiglio possibile è quello di lasciarsi andare, di solito gli adulti tendono a contrarre i muscoli a fare dei movimenti veloci e forzati, una rigidià che contrasta il galleggiamento.
Per gli adulti che non sanno ancora nuotare e non riescono a vincere la paura possiamo consigliare di provare a galleggiare da fermo, oppure tenendo i piedi sulla scaletta immergersi sino al viso.
Qundi bisogna cercare il galleggiamneto in posizione orizzontale  e verticale.
Una regola comune una volta andati al mare è quella di  nuotare in compagnia e di evitare gli scogli o di andare a largo, evitando di entrae in acqua con la bandiera rossa o con onde alte.

Sport e salute e bellezza

Il nuoto è uno sport affascinante, impegnativo, utile e salutare, sempre più consigliato in campo sanitario.
I movimenti in acqua non provocano particolari sollecitazioni alle ossa e alle giunture, visto che l'acqua tende a sostenere il nostro corpo per il "Principio di Archimede".
E' indicato praticamente  a tutti, anche dopo aver subito dei traumi o a persone diversamente abili.
Ma le persone che si avvicinano al nuoto lo fanno anche lo sviluppo armonico di cui beneficia il corpo.
E' uno spor aerobico che permette di bruciare  grassi e calore.
Bastano poche vasche per permettere di sviluppare la muscolatura, in modo armonico, spalle, cosce  e dorso.
Portamento eretto, spalle larghe e fisico asciutto, praticamente il sogno di ogni persona, muscoli tonici e allungati, sono questi i benefici del nuoto.
Chi pratica nuoto si vede, i suoi benefici sono davvero molti. 

Occhio e vista

L'immersione in acqua ci costringe a doverci adattare ad una dimensione nuova che provoca delle modificazioni anche a livello della vista.
Immergendoci potremmo constatare che gli oggetti ci risulteranno ingranditi;
le distanze accorciate;
avremmo una riduzione del campo visivo e della profondità del campo;
perdita dei colori e progressivamente della luce.

Quindi non preoccuppiamoci se alle prime uscite vedremmo le nostre mani più grandi del solito e dei pesci enormi.

Alcuni colori vanno a scomparire con la profondità il rosso scompare  a -7 mt, l'arancione  a-15 il giallo a -25 mentre nelle profondità è visibile solo il blu.

Ma dobbiamo tenere anche conto che le acque limpide potrebbero falsare la "stima delle distanze".

Mentre le acque torbide possono influenzare i colori, grande differenza la verifichero tra un immersione in un lago o nell'acqua marina.